Associazione Giovanni Testori

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El sentido de nacer

È uscita l'edizione spagnola del libro il senso della nascita di Giovanni Testori.

Uscito nel 1980 con Rizzoli, il libro è un colloquio fra Giovanni Testori e don Luigi Giussani; due figure centrali della storia religiosa e letteraria del nostro Paese che si confrontano sul mistero del venire al mondo come incontro con Dio. Una riflessione serrata e intensa sul senso della nascita, indagata attraverso i suoi simboli fisici e spirituali, dalla fragilità del corpo alla potenza della creazione. Un libro che ancora oggi interroga il lettore sul valore

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e la profondità della propria fede.

dall'introduzione del libro:
"Febbraio 1980. In una bella casa di campagna sulle sponde del Ticino, a pochi chilometri da Milano, don Luigi Giussani e Giovanni Testori si danno appuntamento per un dialogo da cui dovrebbe nascere un libro. Hanno bisogno di un luogo tranquillo, dove poter confrontarsi davanti ad un registratore e quella casa è proprio un luogo accogliente e ideale. Don Luigi Giussani è il fondatore di Comunione e Liberazione, un movimento che in quegli anni aveva conosciuto una crescita impetuosa

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in particolare tra gli studenti universitari. Giovanni Testori invece è uno scrittore, critico d’arte, editorialista del Corriere della Sera. Si erano conosciuti due anni prima, quando un articolo di Testori sull’omicidio del leader politico italiano Aldo Moro aveva attirato l’attenzione di alcuni universitari di Cl, che erano andati a trovarlo e che lo avevano poi fatto incontrare con don Giussani. Tra loro l’intesa era stata immediata, facilitati dalla comune matrice impastata di concreto cattolicesimo lombardo. Testori infatti era uno

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scrittore che prima di definirsi cattolico, si decriveva come uno che aveva fatto i conti sempre e sino in fondo con il cattolicesimo. Questo suo percorso intensamente e a tratti anche brutalmente, drammatico, nel 1977 aveva vissuto una svolta, determinata dall’esperienza della morte della madre. I giornali per lui parlarono di “conversione”, in realtà quella di Testori era stata più semplicemente l’esperienza di un incontro: l’incontro con quei ragazzi di cui non sapeva nulla e che erano venuti a suonare alla sua porta. E poi soprattutto

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l’incontro con don Giussani. «Giussani è stato uno che non ha censurato nulla di quel che ero, neanche le parti di me che potevano creare scandalo», avrebbe poi raccontato Testori, riferendosi anche al fatto della propria omosessualità.(...)"