Associazione Giovanni Testori

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I TRIONFI

2004-04-15, I Trionfi, Milano, Teatro sala Fontana, Antonio Latella, con Danilo Nigrelli

Dal 15 al 23 aprile 2004

Ritornano I Trionfi: uno spettacolo che non lascia indifferenti, di cui proponiamo alcuni estratti dalla rassegna stampa.

"Ma a imporsi è la presenza dell’uomo, un Danilo Nigrelli francamente inimmaginabile per il modo in cui continuando a essere se stesso si travalica attraverso il rosario delle parole che, da stentato sussurro, si fanno letteralmente carne per levarsi in volo leggero… mentre lui stesso si fa canto e spirito,

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nella luce del crocefisso, e si annulla nella normalità del suo esistere". Franco Quadrio, "La Repubblica".

"La sfida annientante e sofferta di fare carne delle parole, di infiggerle e farle vivere nel corpo di un attore che diventa il luogo del tormento lacerante sull’essere e sull’amare, sul mistero e la dannazione della nascita". Magda Poli, "Corriere della Sera".

"L'immagine conclusiva è di squassante intensità: inquadrato da una croce luminosa, il materasso diventa lapide, e l’attore,

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così esposto nella sua nudità, esce dal chiuso della scena e attraverso la platea vuota se ne va come un’anima liberata verso un enigmatico aldilà". Renato Palazzi, "Il Sole 24 Ore".

"E' pasoliniano, scandalosamente pasoliniano, dunque fisico e visivo, appare questo spettacolo che trova in Danilo Nigrelli il suo interprete d’elezione:… quadro vivente di una pregnanza plastica provocatoria nel suo percorrere come un libro fatto di invettive, di odori sacri, di conoscenza carnale, il percorso umano dalla

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nascita alla morte". Maria Grazia Gregori, "L'Unità".

"Latella è bravissimo a cogliere la particolare irrequietezza, l’instabilità di questo poema..." Luca Doninelli, – "Avvenire".

"Ed è una sorta di grido disperato, quasi la rude carezza di una mano che percorre il corpo, essendo qui quest’ultimo a farsi parola. Parola dolce e disperata, traspirata e filtrata dal fisico peccato della cui grandezza il poeta è ben consapevole". Gianfranco Capitta, "Il Manifesto".

"Si

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tratta di una cerimonia funebre e barocco che diventa, insieme, laica… a questo punto mi mancano le pasole per sia pur soltanto accennare alla grandissima – e lancinante e commovente e indomita – prova di Danilo Nigrelli… se ci sono ancora attori così, per il teatro non tutto è perduto". Enrico Fiore, "Il Mattino".