Associazione Giovanni Testori

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TESTORI E L'OLIVETTI

TESTORI A IVREA: I FATTI

Testori e l'Olivetti diedero vita, tra il 1954 e il 1958, con cadenza annuale, a tre mostre ed una monografia che coincisero con l'unico impegno della fabbrica nella promozione diretta dell'arte antica piemontese e con le prime grandi tappe della critica d'arte testoriana. Interamente curata da Testori, la prima importante mostra sul pittore casalese Pier Francesco Guala (1698-1757) venne ideata per il Centro Culturale, dove inaugurò il 25 maggio 1954 per essere portata al Castello Sforzesco di Milano e, poche settimane

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dopo a Palazzo Carignano di Torino. Nel 1955, dopo il crepitante e capriccioso rococò del Guala, fu la volta della Mostra del Manierismo piemontese e lombardo del Seicento, inventata e curata da Testori, promossa dal Museo Civico di Torino e dal Centro Culturale Olivetti. Sfilarono, per la prima volta insieme, dipinti di Moncalvo, Cerano, Morazzone, Giulio Cesare Procaccini, Tanzio da Varallo, Daniele Crespi, Carlo Francesco Nuvolone e Francesco Cairo, stretti in una lettura che costituisce ancora oggi un punto di partenza per tutti gli studi moderni

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sul Seicento lombardo. Ideata per palazzo Madama, sede del Museo Civico torinese ma l’esposizione arrivò comunque all’Olivetti, anche se in versione ridotta, i primi 15 giorni di luglio. Nel 1957 Testori inaugura la collana dei “Quaderni del Centro Culturale Olivetti” con il catalogo della mostra personale di Ennio Morlotti (1910-1992), l’amico pittore sul quale aveva pubblicato articoli già dagli anni Quaranta e cui sarebbe rimasto legato tutta la vita. Nel 1958 Testori ritorna su un grande capitolo dell’arte piemontese: il tramezzo affrescato

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da Martino Spanzotti nella chiesa di San Bernardino con le Storie della Vita di Cristo. La Chiesa di San Bernardino e l’annesso monastero erano stati acquistati all’inizio del secolo da Camillo Olivetti che vi andò ad abitare con la propria famiglia. All’epoca di Adriano l’insediamento industriale crebbe intorno a questo complesso che ne rimase sempre il centro ideale e intatto. In occasione del cinquantesimo compleanno dell’Olivetti, l’azienda promosse un volume sugli affreschi che venne affidato a Testori. Con il suo libro Testori impose

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alla critica la grandezza dello Spanzotti, grazie ad un saggio tra i più importanti e poetici, e ad uno splendido apparato fotografico.

Tutto su Testori e l'Olivetti nel libro Testori a Ivrea, con centinaia di illustrazioni e il testo integrale sullo Spanzotti.