Associazione Giovanni Testori

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FMR sogna Testori

FMR sogna Testori

FMR pubblica Il Sogno di FMR: un lussuoso volume che ripropone, in un'immaginaria casa delle meraviglie, i più bei saggi pubblicati dalla celebre rivista. Tra gli autori scelti c'è anche Testori, rappresentato da Le Maddalene e i Maddaleni, scritto nel 1986, in occasione della mostra fiorentina sull'iconografia della santa. Nella seconda metà degli anni Ottanta Testori pupplicò sulla rivista di Ricci cinque saggi, a cominciare da Ecce Bacon, pubblicato in occasione della mostra che la Tate Gallery di

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Londra dedicò a Francis Bacon (1985). Al saggio scelto per il Sogno seguì Infierir ferendo (1988), con cui, recensendo una mostra al Gabinetto Salomon di Milano, Testori tornava sull'amato pittore Francesco Cairo, a 36 anni dal suo primo saggio su "Paragone". Courbet l'idiota andò in stampa in occasione delle due mostre sul pittore curate dallo stesso Testori a Milano e Torino (1988) e a chiudere questa fruttuosa collaborazione, l'anno seguente, arrivò un saggio sconosciuto ai più: la recensione alla

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mostra su i Piazza da Lodi: Sulla malinconia dei lodigiani (1989). In numeri di FMR sono sempre dei piccoli gioielli; questi cinque, in particolarmodo, consigliamo di scovarli sulle bancherelle di qualche mercatino e di conservarli gelosamente, quali esemplari d' unità perfetta tra splendide immagini e testi lancinanti che solo raramente Testori riuscì ad ottenere da un editore.Ma Franco Maria Ricci non è mai stato "solo" un editore e a suggello della sua strada con Testori gli propose la pubblicazione, proprio nel

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1989, della magnifica monografia Maddalena. Riprendendo il tema del saggio dell'86, Testori lo amplifica in una corona di splendide poesie, a commento di altrettanti quadri. Questo sarà più raro da trovare sui mercatini e gli euro richiesti ne faranno un oggetto proibitivo per i più. Ma a chi sarà dato, magari visitando la nostra biblioteca, di risfogliare quel grande voume di seta nera ritroverà in un lampo tutto il sapore di un'epoca e la bellezza della pace che tormenta e del tormento che glorifica.