Associazione Giovanni Testori

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Anche Torino riapre i suoi occhi

Museo Civico "di" Testori

Fin dagli anni Cinquanta Testori legò la propria attività di critico d’arte al Museo Civico di Torino. Grazie all'amicizia e stima reciproca con i suoi storici direttori, Vittorio Viale e Luigi Mallè, Torino e il suo museo divennero sede delle grandi mostre testoriane degli anni Cinquanta e Sessanta: Pier Francesco Guala (1954), Mostra del Manierismo piemontese e lombardo del Seicento (1955), Tanzio da Varallo (1959) e Ceruti e la ritrattistica (1967); eventi che fecero della città

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piemontese il centro dell'attività del critico per più di un decennio. Oggi la riapertura del bellissimo Museo, dopo anni di restauri, è una notizia di grandissima importanza per la cultura europea e per i testoriani in particolare. Se nel 1978, come scrisse in un memorabile articolo, con la riapertura della Pinacoteca di Brera, Milano riapriva i suoi occhi, ora è il turno di Torino, che torna a illuminare il suo volto con opere di moltissimi pittori piemontesi amati da Testori, da Spanzotti a Guala. Ma di dipinto in

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dipinto si scopriranno non solo semplici amori figurativi, ma alcune opere appartenutegli, come i San Gerolamo di Orazio Gentileschi e di Serodine e altre entrate per suo interessamento nelle collezioni del museo, come la grande tela di Giacomo Ceruti battezzata dallo stesso Testori: Sera sulla piazza.

Infine, un aspetto significativo ben visibile nel Museo è l'importanza di alcuni dipinti donati da Testori a sigillo di questo rapporto preferenziale con l'istituzione, come il San Francesco in estasi e Gesù nell'Orto degli Ulivi di Francesco

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Cairo, la Testa di San Francesco di Cerano e il Ritratto di Gentiluomo con lettera di Ceruti.

Info sul Museo Civico di Torino-Palazzo Madama: www.palazzomadamatorino.it