Associazione Giovanni Testori

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Testori vs Arcimboldo

Nel 1986 Testori scriveva un articolo su Arcimboldo, in occasione dell'inaugurazione di una grande mostra a Palazzo Grassi dedicata al pittore e alla rappresentazione del volto umano nel XVI e nel XX secolo.

Riportiamo di seguito alcuni stralci dell'articolo pubblicato sul "Corriere della Sera" il 21 dicembre del 1986 in cui Testori non esita ad esprimere le sue perplessità sulle opere dell'artista bizzarro.

La grande mostra, inaugurata mercoledì 9 febbraio a Palazzo Reale, sarà un'occasione per confrontarsi »

direttamente con le opere di Arcimboldo e con le parole di Testori.

È ben vero che la storia procede per molteplici cammini e che tutti questi cammini son da considerare, onde aver poi l'immagine reale d'una determinata cultura in un determinato tempo e in una determinata città o regione, ma per favore sarebbe il caso di non confondere chi, come l'Arcimboldi, ridusse a nulla più che "curiosità" o "stranezze" da Wunderkammer elitaria alcuni abissali intuizioni del pensiero umano dall'antichità a Leonardo e mise così il proprio tassello entro »

la storia del "gioco d'arte", con chi, come il Caravaggio, della pittura moderna (né solo della pittura) segnò l'avvio rivoltoso, tragico, inarrestabile.

Aveva ragione Roberto Longhi, quando a proposito di Arcimboldi parlava d'"estremi capricci tecnici"[...]una perizia esecutiva, per certo sorprendente, ma leggibile solo nelle famose "Teste a chiave"; e, soprattutto, una totale assenza proprio di quel mistero e di quell' "oltre", che invece, nel secolo nostro, s'è voluto scoprirvi o leggervi.

Anzi, l'incastro dei veri dettagli, in quelle "Teste", »

si rivela così meccanicamente perfetto e, insieme, esautorato d'ogni sottofondo che non sia servilmente celebrativo, da prefigurare il meccanismo del lego.

Ben altre erano state le tentazioni, le aperture e le lacerazioni che, in proposito, il Rinascimento, nella sua gloria e nella sua crisi, soprattutto quella d'Oltralpe, aveva spalancato.

Quanto poi alla di lui intelligenza figurale, per certo indubitabile, e alla di lui perizia tecnica, si resta a dir poco attoniti assistendo a come essa si sciolga in poco più che nulla quando il maestro »

si da a operare fuori dalle sue prelibate e copiatissime "stranezze".

Se, a questo punto, qualche lettore vorrà pensare che la nostra "spalla" è andata assumendo i toni d'una reprebenda, gli risponderemo che fu così pensata e scritta, tanto per non stabilire grandezze che non esistono, quando, e soprattutto, per difendere l'ansia, la fatica e il dolore del tempo di cui facciamo parte. Tutto questo, naturalmente, nel caso in cui non si voglia ridurre tempo, ansia, fatica e dolore a "gioco" o a "stranezza"; riduzione che"neoborromaicamente", »

noi, da parte nostra, respingiamo.

Giovanni Testori

Per chiunque fosse interessato è possibile ricevere una copia dell'articolo contattando info@associazionetestori.it