Associazione Giovanni Testori

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Giorgio Bocca e Giovanni Testori

C’era un rapporto particolare tra Giovanni Testori e Giorgio Bocca. Avevano un temperamento simile ma culture molto lontane. Erano tutt’e due poco propensi alle alchimie dei dibattiti. Bocca aveva molto amato l’Arialda, che aveva difeso in un articolo su "Il Giorno". Di Eros, il personaggio del testo che era al centro dello scandalo per la sua omossessualità aveva scritto: «È un personaggio che tenta la redenzione. Egli va contro la sua natura cercando di salvare Lino dall’abisso, egli cerca di trasformare la sozzura del suo vizio in »
un puro sentimento d’amore». Ma è bellissimo il giudizio che Bocca aveva dato di Testori all’indomani della sua morte, nel 1993, intervistato dal settimanale "Il Sabato": «A me piacciono le persone che pagano e che soffrono. Davanti a uno che è rimasto inchiodato alle cose serie della vita come lui, senza mai prendersi la ricreazione, come si fa a rimanere inerti? Ti dirò che Testori aveva in sé tutto quello che io ho sempre odiato di più al mondo. Ma era l’unico vero grande. Molto simile a Pasolini, anche lui diversissimo da me. Ma »
ogni due righe di Pasolini e di Testori c’era qualcosa su cui pensare, su cui riflettere». Tramite tra Bocca e Testori era stata Silvia Giacomoni, giornalista di "Repubblica" e grande amica dello scrittore. Proprio la Giacomoni in questi giorni ha confermato con grande discrezione, che lei e Bocca si erano sposati in chiesa poco tempo prima della morte del giornalista: un altro segnale della sua libertà intellettuale. Bocca era sempre stato molto sincero sul suo rapporto con la religione, come si deduce dall’intervista rilasciata poco prima »
di morire a "Lettera43". «Della Costituzione italiana me ne frego. A me importa della costituzione morale. Credo di più al Vangelo che non alla Carta. Mi sembra più convincente, perché nel Vangelo c’è qualcosa di divino che nelle costituzioni liberali non c’è». Crede in Dio?, lo incalzò la collega. «No perché non l’ho mai incontrato. Possibile che questo Dio così potente non abbia mai trovato il tempo di manifestarsi?». E allora che cos’è questo divino a cui si riferisce? «Quello che vorrei che ci fosse. Ma sono ancora alla »
ricerca». Nella stessa conversazione si definiva così: «Dal punto di vista morale sono un po’ vigliacco, sono molto cattolico: la penitenza, la confessione...».