Associazione Giovanni Testori

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Testori e Numero Pittura

Grazie alla tesi di Dottorato di Benedetta Brison, sono venuti alla luce una serie di articoli di Testori all'interno della rivista "Numero Pittura". Vi proponiamo in anteprima uno dei testi ritrovati: "Questi capitelli fanno parte di quell'importantissimo monumento dell'arte romanica e gotica che è, appunto, la Chiesa della Maddalena a Vézelay. Essi sono da datarsi non dopo il 1120, anno di un grave incendio che distrusse parte della navata. Nei documenti della ricostruzione si parla infatti di questi capitelli come già esistenti. É chiaro »
che essi, come gli altri che lo spazio non ci permette di pubblicare, sono opera di diversi scultori, diversi soprattutto nell’educazione e nello sviluppo delle loro sorprendenti attitudini. Così, variamente ognuno potrà osservare l’imposizione precisa e violenta che essi operano sui nostri occhi: la narrazione dei fatti è elencata in una composizione che tiene conto della struttura a semicerchio del capitello per uno svolgimento serrato e come continuante. Ed è, notevolissimo, il modo come ogni figura si risolve nella necessità compositiva »
e poetica dell’altra. E il modo poi come tutto questo ricco armentario di santi e demoni, bestie e simboli, ritmi la propria esistenza su una formulazione decorativa, nella quale non soccombe ma della qual si vivifica. E sia pur con le notevole disparità: che vanno da un romanico ancor tutto frenato e come concatenato alla dura legge della pietra, dell’Adamo ed Eva, all’attività certo di origine carolingia della linea scavata, anzichè emersa, in profondi, fiammeggianti insenature, di Sansone e il leone, dove parte già cominciare il liberissimo »
spirito del gotico francese. O appunto quell’aprirsi a canestro per un ritorno di funzionalità estrema - quasi corinzia- del capitello, che sarà particolare del trecento, nell’episodio dei Ganimede. E questi esempi, come quello bellissimo del “basilico”, si vorrebbero segnalare per la fervida, continua invenzione di motivi e di scoperte, così ricchi e pur necessari in un senso della scultura che batte già verso certe allineazioni luministiche. E questa inclinazione è geograficamente della cultura romanica francese, dove il dramma perde »
di forza, - come dire?-, apodittica per divenir permeabile, oscillante. Giusto per cominciare, nelle lontane ascendenze carolingie e irlandesi la sua flessione verso il gotico.