Associazione Giovanni Testori

News: Su quelle nevicate ho lasciato l'anima
pubblicata il 29-07-2001

Stracciare tutto fino al seme dell'esistenza

"Deve dipingere come se mangiasse, vomitasse o defecasse; o urlasse; o chiavasse; o leccasse!"”

Quello tra Varlin e Giovanni Testori è uno dei rapporti più fecondi tra artista e critico nel Novecento. Testori, del resto, era capace di un grado di coinvolgimento con l’artista che faceva tutt’uno con la propria necessità di comprenderne a fondo l’opera e la vita: questa in quella e viceversa. Da una raccolta appena uscita di scritti testoriani dedicati a Varlin La cenere e il niente.Scritti per Varlin,Le Lettere, 2009, 14 euro che permette di ripercorrere questo sodalizio straordinario, pubblichiamo una bellissima lettera di Testori a Varlin del 1972. È un breve scritto che sintetizza in modo mirabile, non solo il taglio critico testoriano, sostenuto da una squisita superbia e costruito con iperboli e confronti vertiginosi, ma il grado d'amicizia e convivenza grigionese tra i due, la capacità di Testori d'imparare dai propri artisti e la necessità di possederne, al costo dell'indebitamento, le opere.

Clicca qui per leggere la lettera