Associazione Giovanni Testori

News: Tel chi el Testùr
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I motivi che hanno portato alla mostra su Testori al MAR nelle parole del direttore Claudio Spadoni: «Il Museo d?Arte della Città di Ravenna aveva inaugurato la sua nuova vita di istituzione museale con una mostra dedicata a ?Roberto Longhi e il moderno?, nel febbraio 2003: una ricostruzione per opere, autori e saggi critici, nel catalogo che fedelmente documentava l?esposizione, del ?periglioso? confronto dello studioso con l?arte del suo tempo; o per meglio dire, da Courbet e gli impressionisti fino a Morandi. Una mostra poi seguita, a cadenza biennale, dall??omaggio? a Francesco Arcangeli, con la ricostruzione del suo percorso ?dal romanticismo all?informale? che dalle premesse inglesi di Reynolds e Gainsborough, giungeva appunto agli artisti della sua generazione, su cui il critico proiettava tutta la propria partecipazione esistenziale. Ad una figura del tutto diversa, il ravennate Corrado Ricci, è toccato, proprio nel centocinquantesimo anno dalla nascita, la terza mostra dedicata a storici e critici d?arte. Nel caso suo si dovrebbe parlare anche di museologo, anzi del padre della moderna museologia. Tre studiosi, dunque, Longhi, Arcangeli, Ricci, di primissimo piano nella cultura artistica tra fine Ottocento e i primi decenni del secondo dopoguerra. Le mostre a loro dedicate, a evitare omaggi apologetici, miravano alla ricostruzione della loro storia con quanto più possibile scrupolo filologico.

Questa volta, dunque, è Testori ad aggiungere un nuovo tassello al progetto espositivo del Mar. La mostra a lui dedicata abbraccia l?arco cronologico enorme di cinque secoli, da Foppa e Gaudenzio fino ai Nuovi Selvaggi, i pittori tedeschi saliti alla ribalta negli anni ottanta del secolo scorso: le ultime puntate critiche, si può dire, dello studioso, drammaturgo, pittore, opinionista controcorrente sulle pagine del ?Corriere della Sera?. Una scelta scontata quella degli artisti a lui più cari, e comunque di quelli che hanno segnato particolarmente la sua vicenda critica, delineando la forma attraverso cui ?la natura si configura in storia, cioè a dire diventa realtà?».