Associazione Giovanni Testori

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Testori a Breno

Breno, Chiesa di Sant'Antonio dal 12 al 27 luglio 2003

La mostra dell'Associazione è approdata a Breno, nella chiesa di Sant'Antonio affrescata dal Romanino. Una delle aree pittoriche più studiate da Testori fu quella bresciana, a cui dedicò numerosi saggi ed articoli. Nel '66, scrivendo il saggio per la mostra da lui organizzata su Giacomo Ceruti, tracciò una vera e propria linea del linguaggio espressivo bresciano, rintracciando nei grandi pittori che si avvicendarono dal Cinquecento al Settecento, un registro espressivo che tra testimonianze

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"in lingua" e opere volutamente "dialettali" creò una koiné camuno-bresciana accomunata dalla volontà di restituire tutta la forza e la miseria del proprio popolo. L'accento realistico dell'arte bresciana nasceva dalle continue "ventate" che arrivavano fino all'urbe dalle valli e in particolare, seguendo la vita e l'opera del più irruente e trasgressivo tra gli artisti bresciani, il Romanino, l'attenzione di Testori si spinse in Val Camonica, segnata dagli affreschi del pittore a Pisogne, Bienno e Breno appunto. Per il Romanino Testori ebbe

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una grande predilezione, di lui amava lo stile dannato, sempre fuori le righe, che negli affreschi della Valle aveva raggiunto l'apice di dialettalità. Fu probabilmente inseguendone le opere che Testori si spinse fino a Cerveno dove, negli anni Sessanta, scoprì la grande Via Crucis scolpita da Beniamino Simoni. Fu un amore a prima vista: aveva trovato un parallelo scultoreo del Ceruti, un'altro cantore del popolo camuno.

In mostara presenti anche i pannelli con la vita di Testori.

È possibile organizzare una visita su richiesta sulle traccie

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del Romanino in Val Camonica. Per info vedere qui.